La meravigliosa energia della fede.

Sono molti giorni che mi ritrovo a parlare di fede con le tante persone che si preoccupano per me, che mi interrogano cercando di capire quali possono essere le prospettive diagnostiche terapeutiche che i vari medici mi suggeriscono. L’avventura che sto vivendo da quasi due mesi e che senz’altro è stata per me una fondamentale occasione evolutiva, in poche parole posso riassumerla con: sperimentare la potente energia della fede. I nativi americani erano persone molto umili e saggi. Riconoscevano la sacralità di ogni forma di vita, fosse di un sasso o di un insetto, di un essere alato o di un essere umano, per questi popoli, la sacralità della vita, dell’esistenza e dei vari misteri interconnessi con questi fenomeni semplicemente “esistono” a prescindere. Per questi uomini saggi, camminare le proprie parole significava nell’esperienza quotidiana, nelle relazioni con le altre persone , nelle scelte fatte o non fatte, tenere sempre a mente i propri valori e le convinzioni rispetto alla propria missione. Agli anziani era riconosciuta una saggezza legata all’esperienza, alle persone umili, ammalate, ai disabili, alle donne, ai bambini era riconosciuta una qualità di energia legata alle condizioni e alla situazione particolare che ognuno viveva. In ogni comunità dei nativi americani era perfettamente naturale, ad esempio, che le giovani donne vivessero contemporaneamente il loro periodo mestruale. Esisteva infatti la tenda della luna nella quale le donne in quella settimana, si ritiravano tra di loro, occupandosi solo ed esclusivamente dei bambini più piccoli e delegando totalmente ai compagni e ai mariti le faccende quotidiane. Molti secoli dopo andremo a leggere sui quotidiani inglesi, di avvocatesse rampanti che si riunivano sotto la guida di ginecologi senza scrupoli per intervenire sulla qualità della loro performance nel periodo del ciclo con massicce dosi di ormoni, per poter essere competitive come i colleghi maschi.

Questi due mesi di esperienza mi hanno portato a fare molte esperienze: ad esempio sperimentare la disabilità grazie al tumore al cervello, capire cosa significa perdere il controllo del proprio corpo, dover spostare o farsi spostare una mano o una gamba perché il comando dato dal cervello non funziona, cosa significa una barriera architettonica, e come diamo per scontate tante meravigliose abilità connesse con il nostro corpo.

Sono stato un paziente disobbediente sin dall’inizio per la volontà di difendere i miei valori, la mia autonomia, il mio senso di dignità personale e la mia autostima. non ho mai chiesto e non ho mai accettato aiuti per andare in bagno, non ho mai chiamato un operatore socio sanitario, ho sempre rifiutato qualunque proposta di pannolini piuttosto che di pappagalli e altri supporti del genere, ho anche rischiato, cadendo molte volte e facendomi sgridare molte volte da medici e infermieri per difendere i miei valori. In questo modo sono arrivato al 7 giugno data in cui ho cambiato ospedale ed è stata programmata la mia operazione al cervello per martedì 14 giugno.

L’operazione è andata molto bene, sin dal giorno successivo ho cominciato rapidamente a recuperare l’uso del corpo, la capacità di muovermi e nel giro di un paio di settimane ero come prima… Ho riconosciuto l’eccellenza, la maestria e l’abilità da un punto di vista tecnico dei fantastici neurochirurghi dell’ospedale Molinette capace di compiere su di me un autentico capolavoro. In tutto quel periodo ho cercato di camminare le mie parole, praticare le tecniche che uso e che insegno, i modelli di cui parlo nei miei libri, il valore delle intenzioni, e la consapevolezza dell’immenso potere personale che ogni essere umano possiede.

Per alcuni forse erano discorsi deliranti, per altri autoreferenziali, per alcuni forse anche narcisistici.

Ho sempre lasciato a chiunque il diritto di pensarla come voleva e ho sempre affermato che l’elemento fondamentale di tutta questa mia esperienza evolutiva è stata la fede.

Ma che cos’è la fede? Un’abilità legata a qualche religione? Un dogma al quale affidarsi se si è in possesso di altri requisiti? No: La fede è energia.

 Siccome lavoro da oltre trent’anni sull’uso e sull’orientamento delle nostre energie e sulla decodifica delle energie che preesistono, come quelle della ciclicità, per me la fede è esattamente la stessa cosa… Non appartengo a nessuna religione

Ho forti simpatie per la figura del Cristo, per il messaggio evolutivo dei Vangeli e dell’antico testamento, così come ho una passione per la mistica ebraica che si chiama Cabalà e che descrive le energie delle sacre lettere che compongono in chiave evoluzionistica la descrizione dell’universo. Ho una particolare affinità e familiarità con la disciplina buddhista, con la meravigliosa proposta delle quattro nobili verità e dell’ottuplice sentiero, e delle varie sfumature delle correnti tibetane di cui il grande maestro Thich Nhat Hanh è stato esempio per me negli ultimi vent’anni, aprendomi la porta del cuore della mente allo straordinario potere della presenza mentale, dello stare nel qui e ora.

Adoro l’opera di Sogyal Rinpoche che ha illustrato nel meraviglioso libro tibetano del vivere del morire le insidie del falso sé,

Non conosco a sufficienza ma sento vibrare nelle mie corde molte sfumature dello yoga, così come delle pratiche del Qi Gong e del Tai Chi Quan che da oltre trent’anni pratico quotidianamente.

Nel mio lavoro di terapeuta, di formatore, la fede è un’energia che va oltre…

Non esiste un termometro della fede, non esiste un protocollo della fede. La fede accade.

adoro le testimonianze evangeliche: Il chiedete e vi sarà dato, la storia della emorroissa che per un atto di fede tocca il mantello di Gesù, guarisce, e lo stesso Gesù le dice “ la tua fede ti ha salvatoe non io ti ho salvato. Adoro la metafora della resurrezione di Lazzaro. Una volta a un  funerale, un prete illuminato parlando di questa storia ha detto ai fedeli: guardate che poi Lazzaro è morto.

Come a dire che anche un miracolo ha una valenza temporanea e un significato temporaneo.

Per questo motivo io non do significati magici alla mia fede e ai  risultati che sta procurando in me… Sono perfettamente consapevole che potrei morire tra poche ore o pochi giorni. Il tumore che adesso ho ai polmoni è molto più impegnativo e tenace rispetto a quello che mi è stato tolto al cervello ma questo non mette minimamente in dubbio la mia fede. Voglio camminare le mie parole ancora, voglio costruire intenzioni di guarigione, soprattutto voglio continuare a vivere per esprimere i miei talenti, la mia luce, nell’aiutare le persone e quindi semplicemente facendo ciò per cui credo di esser venuto al mondo. Qualora la mia anima, il mio angelo custode la magia della vita, e tutte le energie che sono molto superiori a me, concordino sul fatto che questo passaggio evolutivo e terminato va bene così.

E ovvio che il mio ego e la mia personalità, fanno il tifo perché questo non accada e lo spero con tutto il cuore. L’energia della fede e potente ed è innocente. Il bambino che dà la mano all’adulto, che non è minimamente preoccupato di dove vanno, del perché vanno ma semplicemente si affida sta praticando la sede… La capacità di stare, di evitare il più possibile l’auto narrazione, l’identificazione nel pensiero, nel controllo nel “e se poi…” Sono atti di fede. In tutto questo periodo la mia fede è stata attimo per attimo, giorno dopo giorno affidar alla vita, agli angeli, alla potenza del mio inconscio alla luce che c’è in me le cose che razionalmente non potevo controllare o attivavano in me paure, stress e altre energie inutili. Adesso che intorno a me la paura, lo spettro della morte, e l’incertezza sono molto più grandi perché il sistema di credenze tra virgolette ufficiale a ben poche risposte, io continuo a praticare le mie parole, a credere che tutto sia possibile come diceva il buon Einstein aggiungendo che se per molti qualcosa era impossibile sarebbe arrivato lo sprovveduto che non lo sapeva e l’avrebbe realizzata. Continua a credere che fosse il mio possibilismo a Qualiano che qualunque cosa possa essere pensata, immaginata, toccata con l’energia in qualche modo possa essere realizzato. Non è una sfida, sarei molto felice di sentirmi dire dai medici Luca prendi questa pastiglia e tutto ti passerà… Ma finché avrò un un alito di vita continuerò ad alimentare e a nutrire la potente energia della fede e… Inshallah.

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