Il sottile potere dello “stare”

Negli ultimi tempi ho scoperto la magia dello “stare”.

Occupandomi di orientamento energetico, di strategie e di coaching per il ben-essere e la crescita personale, ho una naturale predisposizione all’azione consapevole che pratico e consiglio partendo dalla meravigliosa energia dell’Intenzione che è la scintilla che spesso può dare il via ad un profondo processo di trasformazione personale.

Poiché però le cose non sono mai come sembrano, ho capito che anche il NON fare e lo “stare” semplicemente in presenza nel “qui e ora”, è un potente atto di trasmutazione, di crescita e di potere personale.

Stare è molto diverso dal non far niente o far finta di nulla. Stare è una scelta coraggiosa che parte da una profonda consapevolezza delle emozioni, delle frustrazioni, delle continue intromissioni della mente che propone l’azione spesso perché attivata da tempeste emozionali interiori. Stare è affidarsi e rimanere al tempo stesso attenti, presenti e disponibili a cogliere le opportunità e i segnali che la magia della vita ci possono offrire. Non dobbiamo sempre necessariamente intervenire. La nostra società è sempre più programmata sulla successione fare – avere – essere (faccio il terapista, ho tanti soldi/pazienti, sono realizzato) mentre la natura ci insegna che è l’essere che determina il fare/avere (un albero di mele è un melo e fa le mele che noi mangiamo).

Gli animali sanno stare. Quando un gatto è ferito o ammalato sta li. Può stare fermo per ore o giorni. Anche i bambini sanno stare, nonostante la nostra nevrosi si accanisca sempre più contro di loro proponendo attività in continuazione.

Stare nelle emozioni aiuta a scioglierle e depotenziarle, stare nelle situazioni difficili aiuta la creatività ad attivarsi, stare nel dolore spesso aiuta a coglierne dei risvolti che spesso facilitano la nostra crescita…

Non è una questione di tempo e non è un alibi. A volte basta “stare” anche solo pochi minuti per depotenziare tempeste emotive o mentali. A volte lo “stare” è l’unica cosa che ci riesce dopo aver provato egoicamente a fare, provare, attivare, ipotizzare mille strategie o soluzioni.

É naturale protestare mentre “stiamo”. Tuttavia non è un problema se riusciamo a “stare” anche nella nostra protesta, oltre che nella sofferenza e ad osservarla in modo il più possibile neutrale.

Nei periodi in cui sembra che tutto vada storto, in cui fatichiamo ad attivarci, in cui esitiamo o oscilliamo tra alti e bassi, in cui la paura di non farcela, il vittimismo, la lamentela e la tristezza si alternano a tutti i goffi tentativi che mettiamo in atto per risollevarci…Stare può rivelarsi davvero la scintilla di cui abbiamo bisogno. Un po’ come dire all’universo e alla vita:”sai che c’è? Visto che non so più cosa fare MI FERMO un attimo, pensaci tu”

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