Sé normativo e trappole…

Il Sé normativo è quella vocina che parla nella nostra testa, come un giudice interiore, e ci dice “come dovremmo essere”…

Questa vocina e le sue suggestioni in realtà non è nostra e non ci appartiene.

È figlia di condizionamenti, abitudini, idee, desideri  e pensieri non nostri, identificazioni che si sono stratificate col tempo e sono entrate dentro di noi come un virus.

Più il Sé normativo è distante da quello che sentiamo di essere (Sé percepito) più la nostra autostima è bassa, manchiamo di amore verso noi stessi, abbiamo paura e …a causa di questo ci difendiamo dagli altri e li temiamo (o li aggrediamo che è l’altro lato della medaglia).

Le suggestioni del Sé normativo sono spesso convenzionali e banali, sono piene di identificazioni  e connotazioni molto astratte ed etiche: giusto  o sbagliato, bene o male, sapere o non sapere, essere capace o incapace e via dicendo. Sono suggestioni che provengono a loro volta dal Sé normativo dei genitori, dei nonni, degli educatori che ci hanno inflluenzato.

Il Sé normativo ama infliggerci quel malessere derivante dal non sentirsi all’altezza perché sa che fin quando siamo in balia delle sue suggestioni e lo prendiamo sul serio non corriamo il rischio di osservare la realtà con occhi nuovi e scegliere di usare il nostro potere personale.

Il Sé normativo è molto arrogante. Ci fa credere di essere il centro del mondo e di essere dei padreterni. Apparentemente ci fa crogiolare nel senso di inadeguatezza e nei sensi di colpa, ma in realtà più lo seguiamo , più le sue suggestioni diventano le nostre….

Incontriamo un amico che ha il muso? Il Sé normativo che ci fa temere di aver fatto o detto qualcosa di sbagliato…

Abbiamo un problema? Il Sé normativo ci fa sentire in colpa perché non lo risolviamo, ma è sempre lui che sabota ogni tentativo di soluzione che ci viene proposto o suggerito da amici o terapeuti…

Per riconoscere le seduzioni del Sé normativo occorre diventare abili esploratori di se stessi. Monitorare  con calma le idee, le suggestioni, le convinzioni e i pensieri che passano nella nostra testa e chiedersi se sono veramente nostri,  se rappresentano veramente ciò che vogliamo e ciò che crediamo ci possa far star bene.

Il Sé normativo si può man mano depotenziare dando voce e corpo al Sé Ideale, a quella parte di noi capace di emozionarsi, motivarsi sentire la passione per la vita e l’entusiasmo…

Il Sé ideale è ciò che vogliamo essere e fare, è sempre amico del Sé percepito perché qualsiasi desiderio o obiettivo può solamente nascere nel “qui e ora”.

Mentre il Sé normativo tende ad ingabbiarci e a farci cristallizzare in un immagine di noi impossibile, perfezionista e rigida, il Sé ideale ci ricorda che siamo vivi e che finché lo siamo possiamo scegliere di cambiare, di creare, di onorare le nostre potenzialità, facendo la pace con le nostre fragilità e con quelle degli altri per cocreare giorno dopo giorno, un futuro migliore!

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