Comunicare bene...
Capirsi, capire e ascoltare...
 
Il termine comunicazione è uno dei più abusati della nostra epoca. Molte volte si utilizza questa parola in modo inappropriato, confondendo ad esempio la comunicazione con l'affermazione delle proprie idee (auto –affermazione) oppure con il tentativo di "convincere" gli altri (persuasione) o anche semplicemente con il "parlare", come se la comunicazione fosse soltanto un processo attivo, del quale gli altri possano fruire….
La comunicazione, invece, è ben altro. Comunicare significa principalmente "calibrarsi" sul proprio interlocutore, ascoltarlo, capire che visione ha del mondo e della realtà, farlo sentire accolto e accettato! Comunicare significa stabilire un legame di empatia e di complicità, che includa l'importante ambito della comunicazione non verbale (tono di voce, mimica, postura..) che di ogni processo comunicativo rappresenta oltre il 90 %....
Comunicare in modo efficace significa avere molte possibilità, senza chiudersi rigidamente in schemi o convinzioni limitanti!
Per comunicare bene occorre essere coscienti dei propri obiettivi.
Cosa voglio comunicare? Qual è il mio obiettivo in questa discussione? Cosa mi interessa realmente trasmettere a questa persona? Sono alcune delle domande "utili" che possiamo fare a noi stessi per essere certi di ricordarci dove vogliamo arrivare…
Molte volte infatti, portiamo avanti polemiche sterili, questioni di principio, logoranti e cavillose discussioni, magari con persone care, senza più ricordarci dei nostri reali obiettivi…
Una domanda che può facilitare la nostra comunicazione è: preferisco avere ragione o essere felice?
Il risultato di una comunicazione, in ultima analisi è l'effetto che produce…

Una storiella racconta di un castello sotto assedio dove oramai stavano finendo le scorte alimentari, vi erano numerosi feriti e l'unica alternativa era la sconfitta. Il reggente del castello, consultando gli altri responsabili, decise che piuttosto di fare una fine misera e logorante, era meglio affrontare con dignità il destino che li attendeva, ordinando di gettare addosso agli assediatori le rimanenti scorte alimentari… Gli assalitori tuttavia, interpretarono questo gesto come un atto di scherno, fatto da chi aveva talmente tante scorte da potersi permettere di gettarle con disprezzo e, pensando di non poter mantenere a lungo l'assedio, si ritirarono mestamente!
Questa divertente metafora sulla comunicazione può farci riflettere su molte dinamiche quotidiane..
A volte ci lamentiamo che il nostro partner ci trascura, senza chiederci se siamo "gradevoli" compagnie o se passiamo il tempo a brontolare…
Altre volte ancora "sgridiamo" i nostri figl o gli amici perché non ci telefonano, senza renderci conto che ogni volta che lo fanno li aggrediamo in qualche maniera, alimentando ulteriormente questa loro tendenza…In altre situazioni non ci accorgiamo delle nostre idee limitanti, del fatto che abbiamo costruito un immagine degli altri rigida e distorta, e in realtà, non crediamo affatto che ci possano capire, alimentando un virus mentale che rende la nostra comunicazione, inefficace in partenza!
Imparare a comunicare efficacemente è un alchimia sottile e delicata, dove i nostri obiettivi e il riscontro che gli altri ci danno vanno sempre considerati di pari passo, verificando con attenzione e fiducia i risultati che otteniamo…